L'Università a Treviso
Il 18 ottobre 2000
dopo ottocento anni l'Università torna a Treviso. Il
complesso universitario della città, come si presenta oggi
è
costituito da una
serie di edifici risalenti ad epoche differenti. Infatti per risalire
alle origini della università trevigiana bisogna andare al
1231,
anno in cui si possono far risalire le prime notizie che
riguardano la costituzione di una facoltà a Treviso. In
quell'anno si dice che la città era alla ricerca di un
medico
che fosse in grado di aprire una scuola di medicina.
Altre date importanti:1269 si ha notizia della
nomina d’un professore di diritto,
il canonico Florio de’ Dovari da Cremona.
1284 le lezioni di medicina erano impartite agli alunni da un medico, stipendiato dal Comune per le sue competenze; il medico doveva risiedere entro le mura; per legge il podestà non poteva “prosciogliere” il medico dalla sua carica.
1284 le lezioni di medicina erano impartite agli alunni da un medico, stipendiato dal Comune per le sue competenze; il medico doveva risiedere entro le mura; per legge il podestà non poteva “prosciogliere” il medico dalla sua carica.
Palazzo
Bortolan - 1846 - Incisione di Antonio Nani.
Per quanto riguarda gli studi giuridici invece, si sa che già nel 1309 vi era almeno un docente di diritto molto stimato, un certo Giambellino da Parabiago.
A Treviso, quindi, come
in altre
città medievali, il Comune si attivò
affinché ci fossero docenti di lettere, diritto e medicina.
Tra
il 1313 ed il 1314 Treviso si adoperò per la realizzazione
di una
piccola università con l’appoggio di un docente di
diritto, assunto
come ordinario, uno assunto come straordinario, il terzo doveva
insegnare diritto canonico ed il quarto medicina.
Inoltre era prescritto
che tutti e quattro
dovevano essere laureati nella materia che insegnavano. Senza ulteriore
compenso, qualora fosse richiesto, dovevano garantire le loro
prestazioni professionali anche al Comune.
Nel 1724 il conte
Ramboldo degli Azzoni Avogadro si prodigò
affinché nascesse in Treviso l’Accademia dei
Solleciti, grazie anche all’appoggio
dell’arcivescovo Augusto Zacco.
A questa accademia
subentrerà, intorno 1770,
l’Accademia Agraria voluta da Venezia, allora Repubblica
Marinara, per risollevare l’economia e per migliorare
l’allevamento bovino in Veneto. Tale istituzione fu
finanziata dalla Serenissima fino al 1797, anno della presa della
città da parte dei Francesi.

Facciata
dell'ospedale - 1846 - Incisione di Antonio Nani
In Treviso, nel 1807, si costituì un circolo di appassionati di lettere, il “Gabinetto di lettura”; tre anni dopo l’Accademia Agraria si fuse con l’Ateneo.
Attuale sede
dell'Università di Treviso in Riviera Santa
Margherita
Fondazione
Cassamarca
L'ambizioso programma di restauro è stato opera qualche anno fa dell'architetto Paolo Portoghesi e ha visto il sostegno della Fondazione Cassamarca.
la Fondazione, per chi non lo sapesse, è una fondazione privata senza fine di lucro e persegue esclusivamente scopi di utlità sociale e di promozione dello sviluppo economico. I settori in cui è presente sono molteplici: ricerca scentifica, istruzione, arte, sanità, conservazione e valorizzazione dei beni culturali e ambientali. La Fondazione inoltre promuove e sostiene attività culturali in Italia e all'estero con particolare interesse agli Italiani nel mondo e all'immigrazione.
Il progetto
Nell'ottobre 1999 l'inaugurazione dei corsi univeersitari è coincisa con la consegna della prima parte del complesso. La realizzazione dell'opera ha coinvolto più di 40 ditte e una squadra di 120 persone che quotidianamente hanno prestato la propria opera.
Il modello del complesso universitario ricorda quello del quartiere parigino nato intorno alla Sorbonne: ambito di fermento culturale, ma anche luogo ricreativo e di incontro. La po
sizione
dell'Università infatti all'interno della città
trevigiana lascia
intravedere rilevanti possibilità di sviluppo, portando ad
una piena integrazione con il centro storico. I vari
percorsi sono intervallati, di tanto in tanto, dalla presenza
dell'acqua che affiora dal vecchio tratto tombato del Cagnan.
All'ingresso dell'Università, una barca in legno di rovere rovesciata fa da copertura al vano principale di accoglienza e rappresenta un'evidente metafora dell'acqua che si trova all'esterno.
L'impianto originario degli edifici non è stato stravolto, ma sono stati inseriti elementi moderni in ambienti che conservano la loro storia.
L'aula Magna dell'Università si trova sul prospetto principale, che si affaccia direttamente sulla riva del fiume; si tratta di uno spazio molto vasto, potenziato ulteriormente dall'inserimento di un soppalco e in grado di contenere 400 persone.
Gli arredi presentano una disposizione a esedra, che vede al suo centro il palco dei conferenzieri: un'importante opera di arredamento in legno di rovere la cui forma richiama alcuni tratti dell'epoca gotica alla quale l'Università trevigiana deve le sue origini.
Elemento
di particolare rilevanza
dal punto di vista architettonico è
la scala inserita all'interno di Palazzo Bortolan: una scala a
chiocciola completamente nuova ma in grado di rendere visibili le
stratificazioni del palazzo. La struttura in acciaio si assottiglia ad
ogni piano e presenta una serie di rami metallici che sostengono i
gradini in marmo rosso di Verona.
Relativamente ai materiali, oltre al legno è da segnalare l'impiego del vetro di Murano, utilizzato per i corpi illuminanti e in alcuni tratti come rivestimento.
Per gli ambienti destinati ad una maggiore fruizione sono state adottate, invece, soluzioni più funzionali, in grado di unire sobrietà e resistenza; esigenze che hanno portato all'impiego del grès porcellana.
La Sede
Oggi la sede principale dell’Università di Treviso sorge dove un tempo si trovava l’Ospedale di Santa Maria dei Battuti. Sulla riva opposta del Sile sono sorte in seguito, grazie al restauro dell'ex Distretto Militare, gli edifci che ospitano l'Università Cà Foscari e la Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Ingresso dele sedi dell'Università di Ca foscari e della Facoltà di Medicina e Chirurgia
Ponte
in legno che unisce le due sedi dell'Università
L'ambizioso programma di restauro è stato opera qualche anno fa dell'architetto Paolo Portoghesi e ha visto il sostegno della Fondazione Cassamarca.
la Fondazione, per chi non lo sapesse, è una fondazione privata senza fine di lucro e persegue esclusivamente scopi di utlità sociale e di promozione dello sviluppo economico. I settori in cui è presente sono molteplici: ricerca scentifica, istruzione, arte, sanità, conservazione e valorizzazione dei beni culturali e ambientali. La Fondazione inoltre promuove e sostiene attività culturali in Italia e all'estero con particolare interesse agli Italiani nel mondo e all'immigrazione.
Il progetto
Nell'ottobre 1999 l'inaugurazione dei corsi univeersitari è coincisa con la consegna della prima parte del complesso. La realizzazione dell'opera ha coinvolto più di 40 ditte e una squadra di 120 persone che quotidianamente hanno prestato la propria opera.
Il modello del complesso universitario ricorda quello del quartiere parigino nato intorno alla Sorbonne: ambito di fermento culturale, ma anche luogo ricreativo e di incontro. La po
sizione
dell'Università infatti all'interno della città
trevigiana lascia
intravedere rilevanti possibilità di sviluppo, portando ad
una piena integrazione con il centro storico. I vari
percorsi sono intervallati, di tanto in tanto, dalla presenza
dell'acqua che affiora dal vecchio tratto tombato del Cagnan.All'ingresso dell'Università, una barca in legno di rovere rovesciata fa da copertura al vano principale di accoglienza e rappresenta un'evidente metafora dell'acqua che si trova all'esterno.
L'impianto originario degli edifici non è stato stravolto, ma sono stati inseriti elementi moderni in ambienti che conservano la loro storia.
L'aula Magna dell'Università si trova sul prospetto principale, che si affaccia direttamente sulla riva del fiume; si tratta di uno spazio molto vasto, potenziato ulteriormente dall'inserimento di un soppalco e in grado di contenere 400 persone.
Gli arredi presentano una disposizione a esedra, che vede al suo centro il palco dei conferenzieri: un'importante opera di arredamento in legno di rovere la cui forma richiama alcuni tratti dell'epoca gotica alla quale l'Università trevigiana deve le sue origini.
Relativamente ai materiali, oltre al legno è da segnalare l'impiego del vetro di Murano, utilizzato per i corpi illuminanti e in alcuni tratti come rivestimento.
Per gli ambienti destinati ad una maggiore fruizione sono state adottate, invece, soluzioni più funzionali, in grado di unire sobrietà e resistenza; esigenze che hanno portato all'impiego del grès porcellana.
La Sede
Oggi la sede principale dell’Università di Treviso sorge dove un tempo si trovava l’Ospedale di Santa Maria dei Battuti. Sulla riva opposta del Sile sono sorte in seguito, grazie al restauro dell'ex Distretto Militare, gli edifci che ospitano l'Università Cà Foscari e la Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Ingresso dele sedi dell'Università di Ca foscari e della Facoltà di Medicina e Chirurgia
La necessità
di collegare
i due
edifici ha portato alla costruzione di un ponte in legno d'acero,
ancorato alle due rive con quattro obelischi. Contemporaneamente
è
stato restaurato il palazzo della famiglia Bortolan.
Gli spazi aperti, tra questi edifici, sono diventati luogo di passaggio degli studenti e dei cittadini, mostrando come la riqualificazione di questi palazzi abbia dato vita ad una vera e propria rivoluzione dell'assetto urbano.
Attualmente presso l'Università di Treviso, che ha varie sedi sparse per il centro storico della città, si tengono i corsi relativi alle Facoltà di Giurisprudenza, Commercio Estero, Statistica e Informatica per la Gestione delle Imprese, Medicina e Chirurgia.
Gli spazi aperti, tra questi edifici, sono diventati luogo di passaggio degli studenti e dei cittadini, mostrando come la riqualificazione di questi palazzi abbia dato vita ad una vera e propria rivoluzione dell'assetto urbano.
Attualmente presso l'Università di Treviso, che ha varie sedi sparse per il centro storico della città, si tengono i corsi relativi alle Facoltà di Giurisprudenza, Commercio Estero, Statistica e Informatica per la Gestione delle Imprese, Medicina e Chirurgia.




